Maria SS.ma Madre di Dio

Omelia di Mons. Ferretti del 31-12-2024

Basilica Cattedrale di Foggia
Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace» (Nm 6,24-26). È quanto mai significativo riascoltare queste parole di benedizione all’inizio di un nuovo anno. È la benedizione di Mosè ad Aronne e ai suoi figli. Sono parole di forza, di coraggio, di speranza. Non una speranza illusoria, basata su fragili promesse umane; neppure una speranza ingenua che immagina migliore il futuro semplicemente perché è futuro. Non è un ottimismo fondato sulla fortuna o sul fato. Questa speranza ha la sua ragione proprio nella benedizione di Dio, una benedizione che contiene l’augurio più grande, l’augurio della Chiesa ad ognuno di noi, pieno di tutta la protezione amorevole del Signore, del suo provvidente aiuto. È la speranza che ci accompagnerà in questo anno giubilare. La speranza, all’inizio di questo anno santo, è la benedizione di Dio.

L’augurio contenuto in questa benedizione si è già realizzato pienamente in una donna, Maria, in quanto destinata a diventare la Madre di Dio, e si è realizzato in lei prima che in ogni creatura.

Madre di Dio. Questo è il titolo principale ed essenziale di Maria. Si tratta di una qualità, di un ruolo che la fede del popolo cristiano riconosce alla madre e discepola del Figlio di Dio.

Ricordiamo quel grande momento della storia della Chiesa antica che è stato il Concilio di Efeso (era l’anno 431), nel quale fu autorevolmente definitala divina maternità della Vergine. La verità sulla divina maternità di Maria trovò eco a Roma dove, poco dopo, fu costruita la Basilica di Santa Maria Maggiore, primo santuario mariano di Roma e dell’intero Occidente, nel quale si venera l’immagine della Madre di Dio – la Theotokos – con il titolo di Salus populi romani. Quell’icona a cui papa Francesco, come è noto, è così devoto.

Si racconta che gli abitanti di Efeso, durante il Concilio, si radunassero ai lati della porta della basilica dove si riunivano i Vescovi e gridassero: «Madre di Dio!». I fedeli, chiedendo di definire ufficialmente questo titolo della Madonna, dimostravano di riconoscerne la divina maternità. È l’atteggiamento spontaneo e sincero dei figli, che conoscono bene la loro Madre, perché la amano con immensa tenerezza.

Il nostro itinerario di fede è uguale a quello di Maria, per questo la sentiamo particolarmente vicina a noi.

Per quanto riguarda la fede, che è il cardine della vita cristiana, la Madre di Dio ha condiviso la nostra condizione, ha dovuto camminare sulle stesse strade frequentate da noi, a volte difficili e oscure, ha dovuto avanzare nel pellegrinaggio della fede.

Il nostro cammino di fede è legato in modo indissolubile a Maria da quando Gesù, morente sulla croce, ce l’ha donata come Madre dicendo: «Ecco tua madre!» (Gv 19,27). Queste parole hanno il valore di un testamento e danno al mondo una Madre. Da quel momento la Madre di Dio è diventata anche Madre nostra! Nell’ora in cui la fede dei discepoli veniva incrinata da tante difficoltà e incertezze, Gesù li affidava a Colei che era stata la prima a credere, e la cui fede non sarebbe mai venuta meno.

La Madre del Redentore ci precede e continuamente ci conferma nella fede, nella vocazione e nella missione. A Lei affidiamo il nostro itinerario di fede, i desideri del nostro cuore, le nostre necessità, i bisogni del mondo intero, specialmente la fame e la sete di giustizia e di pace e di Dio. A Lei, all’inizio di questo anno santo, chiediamo pace per l’Ucraina, per la Terra Santa e per il mondo.

In questa cattedrale metropolitana di Foggia la Vergine Maria è venerata come Madonna dei sette veli. L’Icona Vetere, qui conservata, è per noi l’immagine antichissima della Madre di Dio. A Lei ci rivolgiamo alla fine di un anno e all’inizio del Giubileo con la nostra preghiera:

Madre, volgi il tuo sguardo di misericordia sulla famiglia umana, che ha smarrito la via della pace. Intercedi per il nostro mondo in pericolo. Insegnaci a ripudiare la follia della guerra, che semina morte e cancella il futuro.

Madre, da soli non ce la facciamo, senza il tuo Figlio non possiamo fare nulla. Ma tu ci riporti a Gesù, che è la nostra pace. Scuoti l’animo di chi è intrappolato dall’odio, converti chi alimenta e fomenta conflitti. Asciuga le lacrime dei bambini, assisti chi è solo e anziano, sostieni i feriti e gli ammalati, proteggi chi ha dovuto lasciare la propria terra e gli affetti più cari, consola gli sfiduciati, ridesta la speranza.

Ti consacriamo la nostra Chiesa di Foggia-Bovino perché, testimoniando al mondo l’amore di Gesù, sia segno di concordia, sia strumento di pace.

Il popolo fedele ti chiama aurora della salvezza: Madre, apri spiragli di luce nella notte dei conflitti. Tu, dimora dello Spirito Santo, ispira vie di pace ai responsabili delle nazioni. Tu, Signora di tutti i popoli, riconcilia i tuoi figli, sedotti dal male, accecati dal potere e dall’odio. Tu, che di tutti hai compassione, insegnaci a prenderci cura degli altri. Tu, che riveli la tenerezza del Signore, rendici testimoni della sua consolazione e della sua pace. Amen.